La sua felice collocazione geografica rende il paese di Paganico (facilmente raggiungibile in auto, treno o autobus) base ideale per escursioni nei numerosi centri della Maremma, ricchi di arte e di storia (Capalbio, Pitigliano, Sovana, Sorano, Montemerano, Massa Marittima). La città di Grosseto, con i suoi monumenti, è a pochi minuti di superstrada, mentre Siena è a soli 45 km. e Firenze a circa 100. Vicini sono poi gli straordinari siti archeologici etruschi e romani di Roselle, Vetulonia e Cosa. Una vacanza che voglia unire saperi e sapori non potrà poi trascurare la scoperta del vino di Montecucco e la degustazione del famoso Brunello nella sua patria d’origine, Montalcino.

In mezz’ora di auto è poi possibile raggiungere il Monte Amiata con le sue piste da sci e i suoi imponenti boschi di abeti, castagni e faggi, oppure rilassarsi, all’insegna del benessere, alle vicinissime Terme di Petriolo o a quelle di Saturnia. A poca distanza, inoltre, si dispiegano la Valle del torrente Farma e quella del Merse , che propongono splendide possibilità di trekking. Percorsi naturalistici di estremo interesse per gli amanti della natura offrono i Monti dell’Uccellina, dove il Parco Naturale Regionale della Maremma garantisce ambiente incontaminato, diversità di ecosistemi e incantevoli paesaggi.

La vicina costa tirrenica propone poi una delle sue zone più belle e rinomate con lo spettacolare Promontorio dell’Argentario (con Porto S.Stefano e Porto Ercole), Castiglione della Pescaia, Punta Ala, Talamone, Orbetello, Ansedonia e le isole dell’Arcipelago Toscano (Giglio, Giannutri, Montecristo).

Il Monte Amiata: è un grande vulcano spento, con le pendici ricoperte da imponenti foreste di castagni e faggi. Ricche sorgenti alimentano gli acquedotti di Grosseto e Siena. Vari sono i paesi insediati sulle falde del monte: assai interessante e ricca di splendidi panorami è la strada che fa il giro dell’Amiata, collegando Castel del Piano (30 km), Arcidosso (30 km), Santa Fiora (37 km), Piancastagnaio (49 km) e Abbadia S. Salvatore (52 km). Numerose sono le possibilità di passeggiate, di percorsi trekking e , d’inverno, di discese sugli sci lungo le piste innevate.
 
Petriolo (21 km): località termale in fondo a una valle ricoperta di boschi di sempreverdi,lungo la riva del fiume Farma: le sue acque solfidriche sgorgano a 43°. Conosciuta fin dall’ epoca romana (citata da Cicerone e Marziale), dai Senesi cinta di mura di cui oggi si hanno pochi ruderi, durante il Rinascimento divenne famosa e fu frequentata dai Signori dell’epoca e anche da Papa Pio II. Le sorgenti sono fruibili sia liberamente che presso le terme con annesse strutture alberghiere.

S. Galgano (47 km): percorrendo la S.S. 73, si giunge ai maestosi ruderi dell'Abbazia di S.Galgano che si levano estremamente suggestivi nella piana dell'alta Valdimerse.
Splendido esempio dello stile gotico-cistercense, la chiesa risale al XIII secolo: lunga 69 m. e larga 29 m., ha la facciata incompiuta e tre navate con 16 pilastri aperte verso il cielo. La parte più conservata è la cripta romanica con notevoli capitelli.
Lascia una memoria indelebile nell'animo dei visitatori l'intenso pathos cui l'ambiente e le antiche strutture danno origine. Dall'Abbazia dista solo 300 m. la chiesetta al cui interno si trova il leggendario masso in cui S.Galgano avrebbe infisso la propria spada per annunciare così la sua volontà di abbandonare la vita secolare. La chiesetta ha poi un'interessante volta a due colori (cotto e travertino) e, nell'annessa cappella, importanti affreschi di Ambrogio Lorenzetti.

Saturnia (64 km): borgo difeso da pareti scoscese, è stato centro etrusco e poi romano, distrutto da Silla nell’82 a.C. Rifiorì nel Medioevo sotto gli Aldobrandeschi, ma nei secoli è andato incontro a un inarrestabile decadimento. Restano i ruderi del cassero quattrocentesco e gli avanzi di mura pre-etrusche. Oggi è un centro turistico grazie alle sorgenti di acqua sulfurea calda che sgorgano in cascatelle spontanee site in una suggestiva località boscosa o presso le pregiate strutture termali.

Il Parco Regionale della Maremma (39 km): (17.750 ettari) racchiude, oltre ai Monti dell’Uccellina), anche la Marina di Alberese, la foce dell’Ombrone, le paludi della Trappola, in un insieme di ecosistemi diversi di straordinari varietà e interesse. E’ la zona che più di ogni altra mantiene ancora il sapore dell’antico ambiente naturale, di una terra dalla maschia bellezza dove pascolano ancora puledri selvaggi e vivono cinghiali e istrici, caprioli e uccelli rapaci. La vegetazione è costituita da bosco misto, intervallato da sugheri, pini e lecci, ginepri e lentisco. Vi sono inoltre pascoli e zone coltivate, litorali renosi e scogliere, pinete e paludi. Da Alberese e Talamone partono sentieri di importanza naturalistica o storica (torri di avvistamento, rovine dell’Abbazia di S.Rabano): la visita è consentita a gruppi accompagnati e non, attraverso itinerari di diverso impegno escursionistico.

S. Antimo (38 km): a 10 km da Montalcino,percorrendo una strada che si snoda fra i vigneti del Brunello e splendide case rurali, si giunge all'Abbazia di S.Antimo, che si dice fondata da Carlo Magno. Si erge isolata fra gli olivi, con uno straordinario impatto visivo, determinato anche dai materiali utilizzati per la sua costruzione: travertino e onice. Di stile romanico, ha tre navate, due magnifici portali, bassorilievi, sculture, importanti capitelli e un crocifisso ligneo del XII sec..Di estremo rilievo l'abside semicircolare e le cripte.

Talamone (52 km) : centro di pesca e balneare, sulle estreme pendici meridionali dei Monti dell’Uccellina. Ha una maestosa rocca senese del ‘400. Fece parte dello Stato dei Presidi e vi si fermò Garibaldi con i Mille nel 1860. Nei pressi si trovano i resti di una villa romana con pavimenti in mosaico del II sec. a.C. e le Terme di Bocca d’Osa, che sfruttano acque sulfuree a 32°.

Orbetello (67 km) : cittadina agricola e commerciale, con fiorente attività peschereccia (allevamenti ittici) : conserva ancora tratti delle mura etrusche e di quelle spagnole (XVIII sec.). Di rilievo storico-artistico: la Porta Medina Coeli (XVII sec.), le fortificazioni spagnole (XVI-XVII sec.), la polveriera di Guzman (XVII sec.) , la torre dell’Orologio (XVII sec.), il palazzo comunale e il Duomo con facciata gotica in travertino, bel portale e, all’interno, pregevole paliotto preromanico in marmo. Nell’ex convento delle Orsoline, si trova il famoso “Frontone del tempio di Talamone”, ricomposta opera etrusca del periodo ellenistico. Nei dintorni si trova la Villa di Settefinestre, completamente riportata alla luce, risalente al I sec. a.C.

Punta Ala (62 km): al limite meridionale del golfo di Follonica, seminascosta da una delle pinete più grandiose d’Italia, si trova Punta Ala, ex tenuta della famiglia Balbo, oggi elegantissimo complesso residenziale. Numerosi sono i sentieri che portano alle alture e al Castello, da cui si godono splendidi panorami, mentre altre passeggiate conducono a incantevoli spiagge frastagliate interrotte da scogliere. Dinanzi al promontorio emergono numerosi scogli (i Porcellini) e un isolotto con sopra i resti di una torre (lo Sparviero).

Castiglione della Pescaia (45 km): suggestivo angolo maremmano posto alla foce del fiume Bruna. Fu importante città etrusca, passata a Roma nel IV sec. a.C.: nel Medioevo fu occupata prima dai Pisani e poi dai Fiorentini. Nel 1460 entrò a far parte dello Stato della Chiesa. Oggi appare come un antico borgo di pescatori, con un pittoresco porto-canale . Ha una estesa e assai frequentata spiaggia, con alle spalle una folta pineta. La parte più interna del paese, che si sviluppa sul Poggio Petriccio, ha ancora carattere medioevale, circondata da mura turrite pisane e sovrastata dalla Rocca Aragonese (XIV sec.) con torrioni agli angoli. La bella Pineta del Tombolo giunge fino a Marina di Grosseto.

Argentario: i tomboli sabbiosi di Feniglia e della Giannella, che chiudono la laguna di Orbetello, collegano la terraferma al massiccio dell’Argentario, oggi luogo assai frequentato per la bellezza della costa e le attività balneari. Tutta la zona è ancora coperta da profumata macchia mediterranea ed è dominata dai 635 metri del monte che le ha dato il nome: dalla Punta del Telegrafo, la parte più alta, si apre uno straordinario panorama sulle isole dell’Arcipelago. Percorrere la strada che disegna il perimetro dell’Argentario significa godere di una prospettiva che spazia fino al Giglio e a Giannutri in un incomparabile scenario. Presso il promontorio di Santa Liberata resti della villa romana dei Domizi Enobarbi.

Porto S. Stefano (70 km): centro turistico di grande prestigio dominato dall’ imponente rocca aragonese. E’ sede del Comune di Monte Argentario e dal suo porto partono le navi per le isole del Giglio e di Giannutri.

Porto Ercole (72 km): pittoresco ed elegante centro balneare di grande interesse e porto turistico con attività di pesca: il centro storico è ancora ricco di piccoli vicoli, passaggi, arcate, scale che lo rendono assai caratteristico. Degni di attenzione il Palazzo Consani , la Rocca con il Forte Stella e, dalla parte opposta, il Forte Filippo (XVI sec.), che dominano la baia. A metà strada fra Porto Ercole e il tombolo della Feniglia si trova il porto turistico di Marina di Cala Galera, uno dei più attrezzati d’Italia.

Ansedonia (69 km): famosa località balneare, con notevoli resti della sua origine romana:al di là di Porta Romana ci sono le rovine della città di Cosa con le mura, il foro, la basilica, due templi e l’acropoli con il capitolium (edificio sacro con celle, pronao e colonne). Presso il porto, oggi del tutto interrato, si trova la Tagliata Etrusca, singolare opera idraulica costruita dai Romani per impedire l’insabbiamento del porto con un canale che scorreva fra le rocce tagliate verticalmente. Nelle vicinanze c’è lo Spacco della Regina, imponente squarcio naturale nella roccia lungo 260 m. con la vicina Torre della Tagliata dove abitò Puccini.

Capalbio (83 km): borgo medioevale assai frequentato da turisti e artisti, cinto da mura del XV sec. Bella la Pieve di S.Nicola con affreschi del XV sec. Nel suo cimitero una colonna mozza ricorda il famoso brigante Triburzi che nella seconda metà dell’Ottocento imperversò in Maremma. Secondo la tradizione popolare, egli fu una specie di Robin Hood, che toglieva ai ricchi per donare ai poveri; nella realtà fu un terribile fuorilegge che infine, tradito dai compagni, fu catturato e giustiziato. Il parroco di Capalbio, risolse il dilemma se seppellirne il corpo dentro o fuori il camposanto, praticando una breccia nelle sue mura e deponendo la salma per metà fuori e per metà dentro. Nei pressi del paese, in località Garavicchio, si trova il Giardino dei Tarocchi, ampio parco artistico popolato di enormi statue in acciaio e cemento, ricoperte di ceramica e specchi, ispirate agli arcani maggiori dei tarocchi.

Isola del Giglio: seconda isola dell’Arcipelago Toscano, posta a 14 km dall’Argentario, con coste frastagliate e interno montuoso. L’isola ha un aspetto montuoso, con il punto più alto nel Poggio della Pagana (496 m.). Giglio Porto è un centro turistico e commerciale, mentre Giglio castello, il capoluogo, è un borgo pittoresco racchiuso entro mura turrite medioevali, è centro storico, con parrocchiale e rocca trecentesche circondate da vicoli , archi e logge. Giglio Campese è centro balneare con splendido arenile, dominato dalla Torre, a pianta cilindrica, eretta al tempo di Ferdinando I. Tutta l’isola è percorsa da numerosi sentieri ricchi di fascino e adatti ad attività di trekking.

Giannutri : è la più meridionale delle isole dell’Arcipelago Toscano, larga 500 m. ma con 11 km di coste alte e frastagliate entro cui si aprono numerose grotte e piccole cale che costituiscono un ambiente ideale per l’esplorazione subacquea. A Cala Maestra resti di una Villa Romana con darsena e terme.

Montecristo: riserva naturale dal 1971, fa parte delle Riserve Biogenetiche previste dal Consiglio d’Europa, per cui le visite sono attuabili solo su prenotazione e in gruppi guidati.

Pitigliano (89 km): cittadina di antica origine, posta su un grandioso sperone tufaceo alla confluenza dei fiumi Merse e Lente, circondato da un aspro paesaggio segnato dalle precipiti pareti incuneate in profondi valloni. Le case, appollaiate proprio sul ciglio della rupe, formano un corpo unico con la base naturale, dando l’impressione di un paese non costruito ma scavato nel tufo. L’illusione è favorita anche dalla presenza nella roccia tufacea di numerosi fori, in epoca etrusca tombe, poi adibiti a fresche cantine per il rinomato vino locale. Fu insediamento etrusco e romano, dominio poi degli Aldobrandeschi e degli Orsini che ne fecero la capitale della loro contea. Nella Piazza della Repubblica si affaccia l’imponente Palazzo Orsini (XV sec.), mentre assai interessante è il borgo medioevale che si snoda lungo tre assi traversati da vicoli: splendida la vista sugli strapiombi laterali. Importante nel paese, fin dal XVI sec., la presenza della comunità ebraica, che a metà del 1800 arrivò a oltre 400 persone: la sinagoga è stata recentemente restaurata a ricordo dei legami fra Pitigliano e i suoi cittadini di origine ebraica (oggi la comunità è praticamente estinta).

Sovana (77 km): assai interessante borgo medioevale posto su un solitario ripiano tufaceo. Centro etrusco e romano, raggiunse una notevole importanza nel Medioevo sotto gli Aldobrandeschi. L’abitato conserva in parte l’aspetto medioevale con le suggestive rovine della Rocca Aldobrandesca (XIII sec.). Nella Piazza del Pretorio si innalzano il duecentesco Palazzo del Pretorio con la Loggetta del Capitano, il cinquecentesco Palazzo dell’Archivio con campanile a vela e orologio. La Chiesa Romanica di S.Maria Maggiore, il cui ingresso principale è stato inglobato nel Palazzo seicentesco Bourbon del Monte, ospita un bel ciborio preromanico dell’VIII sec. Romanico, con alterazioni gotiche, è il Duomo che sorge in posizione isolata all’estremità dell’abitato ed è un rifacimento trecentesco di una chiesa del IX sec. Splendido il portale sul fianco sinistro, l’interno ha una ripartizione in tre navate con pilastri cruciformi; da notare l’alta qualità dei capitelli. Nella navata destra è collocata a quattrocentesca Tomba di S. Mamiliano in travertino. Fuori dell’abitato si retrocede lontano nel tempo; si entra infatti nella cosiddetta “Valle dei morti”, la vastissima necropoli etrusca dalle magnifiche tombe scavate nel tufo, come quelle della “Sirena”, del “Tifone” e la monumentale “Ildebranda” Suggestivo è anche il “Cavone”, strada ricavata fra due pareti di tufo che, sotto "un tetto di fitta vegetazione” sale sulla cima di un poggio.

Sorano (75 km): borgo di suggestivo aspetto medioevale, con un fiabesco grappolo di case appeso ai precipiti burroni che sovrastano il tortuoso letto del fiume Lente. Racchiuso nella sua cinta muraria, ha ancora ben conservate numerose case-torri ed è percorso da stretti vicoli scavalcati da archi, scale, logge, profonde cantine scavate nel tufo: su tutto domina la Rocca del XV sec., stupendo esempio di architettura militare. Particolare è il Sasso Leopoldino, il culmine del blocco tufaceo attorno al quale è sorto il paese. Dalla Porta dei Merli si scende al fiume Lente , oltre il quale iniziano le Vie Cave, straordinari percorsi scavati nel tufo, attraversati nei secoli da uomini e bestie da soma, che portano anche fino a Sovana e che attraversano una vasta necropoli con tombe a camera aperte nel tufo in un ambiente naturale di suggestione unica.
Montemerano (63 km): borgo ricco di fascino: cresciuto intorno a un castello, la sua origine medioevale è evidenziata dalle due cinte murarie. Quella esterna conserva alcune torri e due porte. La Chiesa di S.Giorgio custodisce un polittico di Sano di Pietro (1458) , una statua lignea policroma (S. Pietro) del Vecchietta e una tavola (Madonna della Gattaiola) del Maestro di Montemerano. Nella cinta interna, la torre del cassero domina un caratteristico insieme di viuzze e piccole piazze di forte impatto visivo.

Vetulonia (38 km): famosa città etrusca (VIII sec. a.C.) divenuta municipio romano nel III sec .a.C. La tradizione vuole che V. abbia fornito a Roma i simboli del potere: la sedia curule, i fasci con la scure e la toga listata di porpora. E’ uno dei pochissimi centri etruschi che presenti strada ad andamento curvilineo. Ha intatto il nucleo medioevale e monumentali resti delle mura poligonali dei III sec. visibili dietro la parrocchiale romanica, rimaneggiata, con poderoso campanile. La vasta necropoli è di straordinaria importanza per le tombe a tumulo del VII sec. a.C. riunite in cinque sepolcreti. La più importante è il Tumulo della Pietrera (3 km circa con corridoio d’ingresso e cella sepolcrale coperta da pseudocupola). Più in basso si trova il Tumulo dei Diavolino, altra tomba di assoluto rilievo. Nel Museo sono conservati oggetti rinvenuti durante gli scavi.

Roselle (20 km): il paesaggio maremmano esprime qui la sua aspra bellezza con l’alternarsi continuo di alture e di valli ammantate di boschi, mentre la terra rossastra si sposa con il verde della macchia e dei campi lavorati. In questa cornice si trovano le rovine di quella che fu a lungo città rivale di Vetulonia e una delle più importanti lucumonie etrusche. Successivamente fu municipium romano e nel Medioevo dominio degli Aldobrandeschi; venne progressivamente abbandonata dal sec. XII in poi. Maestosa la cinta muraria formata da grandi blocchi poligonali. Resti dell’anfiteatro di epoca augustea e del quartiere abitato con evidenti tracce di attività artigianali. Sul fondovalle: ruderi del foro e di una basilica.

Massa Marittima (64 km): splendida cittadina medioevale posta su un colle da cui domina una larga prospettiva paesaggistica. Piazza Garibaldi è il punto più significativo a livello monumentale, infatti su di essa si affacciano il Palazzo Pretorio (XIII sec.), il Palazzo Comunale (XIII-XIV sec.) e il Duomo, uno dei capolavori dell’architettura pisana . Di stile romanico-gotico, risale al XIII sec. è posto su un podio a gradoni che ne esalta le perfette proporzioni, la facciata, il portale e il poderoso campanile. In Piazza Matteotti si leva la Torre del Candeliere, connessa da uno slanciato arco alle mura della Fortezza dei Senesi (XIV sec.). Nel rinascimentale Palazzo delle Armi ha sede il Museo Archeologico con interessante materiale etrusco e, nella pinacoteca, una Maestà di Ambrogio Lorenzetti. All’interno di alcune gallerie scavate durante la seconda guerra mondiale come rifugio antiareo, è stato allestito il Museo della Miniera, dove si illustrano i vari metodi adottati nel tempo per l’estrazione della pirite. A 10 km. dalla città si trova il Lago dell’Accesa, assai interessante per il caratteristico ambiente paesaggistico.

Tenuta di Paganico Società Agricola Spa Via della Stazione 10 Paganico (Gr) 58048 P.Iva e CF 00100000538  


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